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	<title>Fornelli indecisi</title>
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		<title>I vincitori di Fornelli Indecisi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 19:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una bellissima e calorica giornata passata insieme alla Masseria Ospitale la giuria ha espresso il suo insindacabile giudizio. La seconda edizione di Fornelli Indecisi è stata vinta da: Caterina Massari (antipasti), il trio delle meraviglie composto da Debora De Fazio, Laura Vallo e Anna Lisa Gaudino (primi), Roberto Fidanza (secondi), la Covolo Familiy (dolci). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una bellissima e calorica giornata passata insieme alla Masseria Ospitale la giuria ha espresso il suo insindacabile giudizio. La seconda edizione di Fornelli Indecisi è stata vinta da: <strong>Caterina Massari</strong> (antipasti), il trio delle meraviglie composto da <strong>Debora De Fazio, Laura Vallo e Anna Lisa Gaudino</strong> (primi), <strong>Roberto Fidanza</strong> (secondi), la <strong>Covolo Familiy</strong> (dolci). Un premio speciale alla carriera è andato ad <strong>Assunta Rugge</strong>. Il Premio della critica alla <strong>Covolo Family</strong>.</p>
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		<title>Fornelli Indecisi su Eat Parade</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo numerosi articoli sui media locali e regionali che in questi due anni hanno sostenuto il nostro concorso, oggi Fornelli Indecisi è finito su Eat Parade, la rubrica del Tg2 a cura di Bruno Gambacorta per chi vuol bere bene e mangiar sano. Un passaggio brevissimo (pochi secondi verso la fine della trasmissione) ma intenso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo numerosi articoli sui media locali e regionali che in questi due anni hanno sostenuto il nostro concorso, oggi Fornelli Indecisi è finito su <strong>Eat Parade</strong>, la rubrica del Tg2 a cura di Bruno Gambacorta per chi vuol bere bene e mangiar sano. Un passaggio brevissimo (pochi secondi verso la fine della trasmissione) ma intenso. Potete vedere la puntata <a href="http://www.tg2.rai.it/dl/tg2/RUBRICHE/PublishingBlock-b23b19f4-eeb1-4f4f-a2ff-745741488706.html">qui</a>.</p>
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		<title>Tutto esaurito per la finale</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto esaurito alla Masseria Ospitale sulla Lecce/Torre Chianca anche per la seconda edizione di Fornelli indecisi. Nelle ultime ore si sono susseguite chiamate per cercare l&#8217;ambito posto alla tavola più dozzinale d&#8217;Italia. Raccomandazioni e tentativi di corruzione oleose non sono valsi a nulla. Al momento non c&#8217;è nessuna speranza. Anzi il patron si è fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto esaurito alla <strong>Masseria Ospitale </strong>sulla Lecce/Torre Chianca anche per la seconda edizione di <strong>Fornelli indecisi</strong>. Nelle ultime ore si sono susseguite chiamate per cercare l&#8217;ambito posto alla tavola più dozzinale d&#8217;Italia. Raccomandazioni e tentativi di corruzione oleose non sono valsi a nulla. Al momento non c&#8217;è nessuna speranza. Anzi il patron si è fatto un po&#8217; prendere la mano. &#8220;Ci stringeremo&#8221; è stato il suo commento. L&#8217;appuntamento per i fortunati e le fortunate che hanno trovato un posto a sedere è per<strong> domenica 25 marzo alle ore 12.30</strong> (non salentine). Per tutti gli altri (curiosi e affamati) è alle 16/16.30 per godersi lo spettacolo delle premiazioni. L&#8217;incasso del pranzo (tolte le spese), grazie alla collaborazione e alla sensibilità di Oronzo, Valeria e di tutto lo staff del ristorante sarà devoluto in beneficenza alla Caritas di Lecce per sostenere la Casa Emmaus (che ospita ogni notte oltre venti persone senza fissa dimora) e le cinque mense che in un momento di grave crisi accolgono sempre più anziani, famiglie e giovani coppie.</p>
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		<title>Il pranzo finale</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 11:57:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un&#8217;attenta e difficile valutazione da parte della giuria delle oltre sessanta ricette giunte da tutta Italia, dopo le gustose e &#8220;discusse&#8221; Primarie del Centrotavola che sul sito ufficiale hanno coinvolto oltre 8mila utenti provenienti da 47 paesi, la seconda edizione di Fornelli Indecisi, concorso di cucina dozzinale nato su Facebook, arriva alla sua prova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un&#8217;attenta e difficile valutazione da parte della giuria delle oltre sessanta ricette giunte da tutta Italia, dopo le gustose e &#8220;discusse&#8221; Primarie del Centrotavola che sul sito ufficiale hanno coinvolto oltre 8mila utenti provenienti da 47 paesi, la seconda edizione di Fornelli Indecisi, concorso di cucina dozzinale nato su Facebook, arriva alla sua prova finale. L&#8217;appuntamento è per domenica 25 marzo (dalle ore 12.30 &#8211; ingresso 25 euro) presso la Masseria Ospitale sulla Lecce/Torre Chianca.</p>
<p>Nel corso della finale i fantastici 12 giunti a questa impegnativa sfida dovranno cucinare la propria ricetta e farla assaggiare ad una giuria composta da alcuni esperti e da tre persone selezionate nel pubblico che al centro della sala (come per le famose Tavole di San Giuseppe) degusteranno le dodici pietanze e decreteranno il vincitore per ogni categoria. La giuria è composta dall’immancabile Don Pasta, dalle giornaliste Metella Ronconi, Manila Benedetto e Lucia Amoruso, dalla storica dell’arte e delle cucine Titti Pece, da due dei vincitori della prima edizione – Pino De Luca, che scrive di cibo e molto altro sul Nuovo Quotidiano di Puglia, e la coppia della pasta con le alici/sarde composta da Sara Massaro e Ileana Sciarra, entrambe giornaliste. Inoltre, novità di quest&#8217;anno, ci sarà un premio speciale della critica assegnato dalla giuria di qualità composta da tre chef di grande esperienza: Andrea Serravezza, Tonio Piceci e Massimo Vaglio.</p>
<p>Ovviamente tutti i partecipanti non resteranno a bocca asciutta ma degusteranno il pranzo preparato da Valeria, chef del ristorante. Nel corso della giornata, inoltre, si esibiranno musicisti, attori e dj coordinati da DonPasta. Una vera e propria festa della cucina. Ai vincitori andranno tanti onori e ricchi premi (in materie prime) grazie alla preziosa collaborazione con Movimento Turismo del vino &#8211; Puglia, Libera Terra di Puglia, Coldiretti Lecce, Cantele, Masseria L&#8217;Astore, Perché ci credo, Santi Dimitri, Pastificio Cardone, Masseria Melcarne, Azienda Monaci, Quartiglia, Royal Gelati, La Luisa – Tenuta dei Conti Stajano, Lupo Editore e QuiSalento.</p>
<p>Nella categoria antipasti si sfideranno Caterina Massari (Cozze ripiene di Catarì, Manduria), Eugenia Brini (Una focaccia all’improvviso – con hummus avvolgente, Vercelli) e le sorelle Silvia e Manuela Miglietta (Fiorellini di carciofi alla ricotta, Lecce). Nella categoria primi approdano alla Masseria Ospitale Giovanni Grazioso (Cannoli di pescato e cicorielle selvatiche al ragù di cernia, Bari), il trio Gaudino/De Fazio/Vallo (Troccoli con ’ntramuègghie di pistacchi al sapore di mare, Bat/Brindisi/Taranto/Lecce) e Fabiana Salsi (Sartù di riso, Campania/Salento). Nella catetoria secondi il trio di finalisti è composto da Pierpaolo Filomeno (Escalope montagnarde, Francavilla Fontana, Br), Assunta Rugge (Trittico di carni bianche in umido, Calimera) e Roberto Fidanza (Baccalà alla Federico II, Bari). Infine tra i dolci (categoria molto discussa a causa delle oltre 16mila preferenze raggiunte on line) le prime tre posizioni vanno a Jessica Niglio (Torta di Nonna Anna altrimenti detta mandorlata alla meringa, Lecce), la coppia Sabato/Basile (Tartelletta salentina, Salento) e Roberto Covolo e famiglia (Susummidd e Calzungidd, due dolci tipici della tradizione terlizzese, Terlizzi).</p>
<p><em>L&#8217;incasso del pranzo (tolte le spese), grazie alla collaborazione e alla sensibilità di Oronzo, Valeria e di tutto lo staff del ristorante sarà devoluto in beneficenza alla Caritas di Lecce per sostenere la Casa Emmaus (che ospita ogni notte oltre venti persone senza fissa dimora) e le cinque mense che in un momento di grave crisi accolgono sempre più anziani, famiglie e giovani coppie.</em></p>
<p><strong>PRENOTAZIONI PER IL PRANZO FINALE</strong><br />
La prenotazione alla finale è obbligatoria e si può effettuare tramite mail a cucina@fornellindecisi.it<br />
Il costo è di € 25,00 (antipasto, primo, secondo, frutta, dolce, vino e bevande)<br />
Il ricavato sarà devoluto (tolte le spese) in beneficenza alla Caritas di Lecce<br />
E&#8217; possibile partecipare anche solo alla premiazione che avverrà alle ore 16.00 circa</p>
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		<title>La retorica delle primarie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 09:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
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		<description><![CDATA[quasi 13mila visite, oltre 8mila accessi unici, quasi 70mila visualizzazioni di pagina, un tempo medio sul sito di 6 minuti, utenti provenienti da tutta Italia (Roma in testa con quasi 2500 visite) e da altri 46 paesi sparsi nel mondo (tutta l&#8217;Europa, Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Tailandia, Cambogia, Afghanistan, Arabia Saudita, Egitto, Sudafrica, Senegal, Marocco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>quasi 13mila visite, oltre 8mila accessi unici, quasi 70mila visualizzazioni di pagina, un tempo medio sul sito di 6 minuti, utenti provenienti da tutta Italia (Roma in testa con quasi 2500 visite) e da altri 46 paesi sparsi nel mondo (tutta l&#8217;Europa, Australia, Nuova Zelanda, Filippine, Tailandia, Cambogia, Afghanistan, Arabia Saudita, Egitto, Sudafrica, Senegal, Marocco, Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Venezuela e molti altri). Le Primarie del centrotavola non sono state perfette (come tutte le primarie che si rispettino) ma hanno dato grande visibilità al sito, all&#8217;esperienza di Fornelli Indecisi e soprattutto (visto il tempo medio sul sito) alle ricette e alle storie dei 24 semifinalisti di Fornelli Indecisi.</p>
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		<title>I finalisti di Fornelli Indecisi 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 23:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una prima selezione della giuria e dopo il voto delle Primarie del Centrotavola ecco a voi i nomi dei 12 finalisti di Fornelli Indecisi 2012, seconda edizione del concorso di cucina dozzinale. Nella categoria ANTIPASTI arrivano in finale Caterina Massari (Cozze ripiene di Catarì), Eugenia Brini (Una focaccia all’improvviso – con hummus avvolgente) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una prima selezione della giuria e dopo il voto delle Primarie del Centrotavola ecco a voi i nomi dei 12 finalisti di Fornelli Indecisi 2012, seconda edizione del concorso di cucina dozzinale.</p>
<p>Nella categoria ANTIPASTI arrivano in finale Caterina Massari (Cozze ripiene di Catarì), Eugenia Brini (Una focaccia all’improvviso – con hummus avvolgente) e le sorelle Silvia e Manuela Miglietta (Fiorellini di carciofi alla ricotta).</p>
<p>Nella categoria PRIMI approdano alla Masseria Ospitale Giovanni Grazioso (Cannoli di pescato e cicorielle selvatiche al ragù di cernia), il trio Gaudino/De Fazio/Vallo (Troccoli con ’ntramuègghie di pistacchi al sapore di mare) e Fabiana Salsi (Sartù di riso).</p>
<p>Nella catetoria SECONDI il trio di finalisti è composto da Pierpaolo Filomeno (Escalope montagnarde), Assunta Rugge (Trittico di carni bianche in umido) e Roberto Fidanza (Baccalà alla Federico II).</p>
<p>Infine tra i DOLCI (categoria molto discussa a causa delle oltre 16mila preferenze) le prime tre posizioni vanno a Jessica Niglio (Torta di Nonna Anna altrimenti detta mandorlata alla meringa), la coppia Sabato/Basile (Tartelletta salentina) e Roberto Covolo e famiglia (Susummidd e Calzungidd, due dolci tipici della tradizione terlizzese).</p>
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		<title>&#8220;Torta di Nonna Anna” altrimenti detta mandorlata alla meringa</title>
		<link>http://www.fornellindecisi.it/blog/torta-di-nonna-anna%e2%80%9d-altrimenti-detta-mandorlata-alla-meringa/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 19:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone Per la base: 300gr di Farina 100 gr di Zucchero 3 tuorli d’uovo 125gr di Burro buccia grattugiata di 1 limone 1 bustina di lievito in polvere 2 cucchiai di marmellata di prugne, pesche o arancia amara a scelta Burro e farina per imburrare e infarinare la teglia Per il ripieno: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone<br />
</strong>Per la base:</p>
<ul>
<li>300gr di Farina</li>
<li>100 gr di Zucchero</li>
<li>3 tuorli d’uovo</li>
<li>125gr di Burro</li>
<li>buccia grattugiata di 1 limone</li>
<li>1 bustina di lievito in polvere</li>
<li>2 cucchiai di marmellata di prugne, pesche o arancia amara a scelta</li>
<li>Burro e farina per imburrare e infarinare la teglia</li>
</ul>
<p>Per il ripieno:</p>
<ul>
<li>225 gr di Zucchero</li>
<li>300 gr di Mandorle pelate</li>
<li>3 albumi d’uovo</li>
<li>buccia grattugiata di 1 limone</li>
<li>1 pizzico di sale</li>
</ul>
<p><strong>Modalità di preparazione<br />
</strong>La torta di Nonna Anna è un dolce particolarmente delicato, di difficoltà media, che richiede poco tempo di preparazione ma piccole attenzioni che ne determinano la buona riuscita.<br />
Il primo passo è tritare grossolanamente nel mixer le mandorle pelate, è necessario siano di ottima qualità. Se si acquistano delle mandorle non pelate, è sufficiente immergerle pochi minuti in acqua bollente per togliere via la pellicina marrone e lasciarle asciugare in forno caldo per 2 o 3 minuti a 120 gradi (le mandorle non devono in nessun caso tostarsi, ma devono mantenere la colorazione bianca).<br />
Tenere da parte in una terrina le mandorle tritate.</p>
<p>Per la preparazione della base: su un piano di lavoro fare una montagna con la farina e lo zucchero, creare un foro centrale ove mettere i 3 tuorli, la buccia di limone grattugiata e il lievito in polvere. Con l’aiuto di un forchetta amalgamare gli ingredienti, aggiungere il burro fuso a bagnomaria o nel microonde, continuare a mescolare aggiungendo via via farina e zucchero attingendone dai lati.<br />
Continuare ad impastare con le mani sino ad ottenere un composto omogeneo, di media morbidezza, asciutto e compatto. Qualora l’impasto risulti troppo farinoso aggiungere un po’ d’acqua calda.<br />
Imburrare e infarinare una teglia tonda a cerniera da 28 cm, posizionare l’impasto al centro e stenderlo verso il lati, assicurandosi di tenere un bordo di  circa 1,5 cm lungo la circonferenza. Per stendere facilmente l’impasto è utile tenere le mani infarinate e asciutte.<br />
Stendere uno strato sottilissimo di marmellata di pesche, prugne o arancia amara a scelta su tutta la base, con l’aiuto di un cucchiaino o una spatolina.</p>
<p>Per la preparazione del ripieno: in una terrina capiente montare a neve i tre albumi, aggiungendo un pizzico di sale, che aiuterà a tenere la spuma soda e consistente. Raggiunta una consistenza soda, progressivamente aggiungere lo zucchero, che sia di grana molto sottile (se necessario raffinarlo nel mixer).<br />
Quando la consistenza dell’impasto appare cremosa e spumosa aggiungere le mandorle e la buccia grattugiata di un limone con l’aiuto di un cucchiaio di legno o una frusta, mescolando dall’alto verso il basso per evitare che il composto perda di consistenza.</p>
<p>Versare il composto di mandorle e albumi nella base sistemata nella teglia, rendere la superficie liscia con l’aiuto del dorso di un cucchiaio o di una spatola.<br />
Infornare a forno già caldo a 150 gradi per circa 50 minuti.<br />
L’aspetto della superficie della torta a fine cottura deve risultare di colore biondo.</p>
<p>Sfornare e aspettare che la torta si freddi. Aprire la cerniera della teglia e delicatamente impiattare il dolce. La torta è particolarmente delicata al taglio essendo composta in gran parte di frolla e meringa.</p>
<p><strong>Colonna sonora<br />
</strong>Francesco De Gregori in “Sempre e per sempre” – “Rimmel” – “Compagni di viaggio” – “Mimì sarà”, probabilmente indugiando due o tre volte sulla stessa traccia.</p>
<p><strong>Testo narrativo</strong><br />
Nonna Anna è la mia nonna materna, una donna di rara sensibilità e rara dote di distrazione. E’ stata capace di svegliarmi, da bambina, alle cinque del mattino, solo per portarmi con lei in terrazza a vedere nascere il sole sulla città ed è ancora capace di bruciarsi con ogni cosa, causarsi lividi per sportelli di pensili lasciati inavvertitamente aperti e cadute da scalini non visti. Ci somigliamo moltissimo.<br />
Sono la sua prima nipote, dall’età di quattro anni vivo lontana da lei, ho per questo instaurato con lei un rapporto di complicità fatto di condivisione di piccoli particolari momenti. Tra questi anche il racconto della sua vita quando tutto era difficile, la spesa al mercato, le storie del Presepe e la preparazione di dolci.<br />
Ricordo vividamente la cucina della sua vecchia casa, con i mobili blu aviazione e il forno a gas: il misterioso forno a gas, in cui la lievitazione è un miracolo, la temperatura relativa, l’accensione una scommessa.<br />
La torta che ho scelto, che con molta probabilità ha le stesse origini abruzzesi di mia nonna, ha un procedimento non propriamente difficile, ma richiede attenzione e cura, a cominciare dalla pasta frolla per la base, che va toccata, presa, riscaldata col calore delle mani, plasmata; ma senza esagerare per non vanificare l’effetto del lievito. Somiglia a un rito antico la costruzione del monte di farina e zucchero, le uova al centro, tecniche che nessuno mi ha insegnato, le ritrovo nella memoria di gesti che ho osservato per anni, come fossero già stati scritti nel mio personale ricettario.<br />
Montare a neve le chiare d’uovo ai tempi di mia nonna era lento e faticoso, senza le fruste elettriche, tritare le mandorle senza il mixer richiedeva forza di braccia a spingere su un canovaccio ripieno una bottiglia di vetro. Anche la cottura richiede tempo e attenzione, gradazione bassa per far asciugare bene l’impasto e attesa fino a vedere colorarsi la superficie.<br />
Si tratta di odori soprattutto, e anche sapori, di cui provo a impregnare anche la casa dove vivo adesso, quasi a raccontare ai muri e alle cose storie di radici e di provenienza, di segreti tramandati.<br />
Ho scelto questa torta perché la trovo di sapore speciale, buono, delicato e semplice e perché parla di me e di altre generazioni, con ingredienti da dispensa e profumi di casa.</p>
<p><strong>Presentazione del candidato</strong><br />
Tra pochi mesi compirò trent’anni. Da bambina desideravo diventare una ballerina o una cantante, ho provato a fare entrambe le cose con scarsissimi risultati. Ho sempre scritto, prima della scuola scarabocchi sulle scarpine e sui divani di chi capitava, dall’alfabeto in poi, pensieri, dispiaceri, desideri, sogni e fantasie; ho cercato di farne un lavoro e oggi non so se ci sono riuscita davvero. So per certo che non posso farne a meno. Mi piace fotografare, che è un’altra forma di racconto personale, una sorta di diario muto. A cadenza trimestrale mi appassiono fortemente a qualcosa, stancandomene poco dopo i primi risultati, è per questo che non so suonare alcuno strumento musicale. Mi piace l’arte, l’architettura, il cinema; ritengo la lettura attività irrinunciabile nella mia vita ma anche in quella degli altri; adoro cucinare, mi piace abbinare sapori e colori, reinventare, sperimentare: raramente ripeto una ricetta. Sono intimamente introversa e ho la sindrome dell’inadeguatezza, non mi sento mai al posto giusto nel momento giusto. Ancora non so cosa voglio fare da grande.</p>
<p><strong>Jessica Niglio</strong> (Lecce)</p>
<p>Semifinalista Fornelli Indecisi 2012</p>
<p><a href="../primarie-del-centrotavola/">VOTA ALLE PRIMARIE DEL CENTROTAVOLA DI FORNELLI INDECISI</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cannoli di pescato e cicorielle selvatiche al ragù di cernia</title>
		<link>http://www.fornellindecisi.it/blog/cannoli-di-pescato-e-cicorielle-selvatiche-al-ragu-di-cernia/</link>
		<comments>http://www.fornellindecisi.it/blog/cannoli-di-pescato-e-cicorielle-selvatiche-al-ragu-di-cernia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 14:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone Pasta fresca all’uovo per 8 cannoli (otto cannelloni circa 500gr.) 350 gr. Cernia TESTA 350 gr. Polpa Cernia 250 gr. Persico filetto 350 gr. Gamberi rossi 400 gr. Cozze solo frutto 800 gr. Cicorielle selvatiche (sivoni) 600 ml. Di salsa di pomodoro 4 cucchiai di Olio extraverg.oliva ½ bicchiere vino bianco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone<br />
</strong></p>
<ul>
<li>Pasta fresca all’uovo per 8 cannoli (otto cannelloni circa 500gr.)</li>
<li>350 gr. Cernia TESTA</li>
<li>350 gr. Polpa Cernia</li>
<li>250 gr. Persico filetto</li>
<li>350 gr. Gamberi rossi</li>
<li>400 gr. Cozze solo frutto</li>
<li>800 gr. Cicorielle selvatiche (sivoni)</li>
<li>600 ml. Di salsa di pomodoro</li>
<li>4 cucchiai di Olio extraverg.oliva</li>
<li>½ bicchiere vino bianco</li>
<li>1 scalogno</li>
<li>2 spicchi aglio</li>
<li>4 rametti prezzemolo</li>
<li>Pepe</li>
<li>Sale</li>
</ul>
<p><strong>Modalità di preparazione:</strong></p>
<p>RIPIENO PER I CANNOLI:<br />
Tagliare polpa di cernia, persico in maniera grossolana come se se ne facesse poltiglia; pulòire i gamberi, conservando da parte le teste (per il ragù), dividere le cozze in due gruppi.<br />
In un tegame basso far appassire prezzemolo (una parte ½) e scalogno a fuoco vivo senza che si brucino, al tempo eliminarli, ed aggiungere sale e pepe; quasi contemporaneamente alla polpa del pesce, alle cozze ed ai gamberi. Mescolare il tutto e con la fiamma vivace versare il vino (una parte ½) fino a farlo evaporare.<br />
In un tegame alto far sbollentare le cicorielle senza esagerare che non perdano del tutto il loro vigore e la loro amarezza, appena pronte, dopo averle tagliuzzate unirle all’impasto di pescato che sta soffriggendo nella pentola, una volta che si è ben insaporito spegnere la fiamma e far riposare ben chiuso con coperchio.</p>
<p>RAGU’ DI CERNIA:<br />
In un tegame alto e capiente versare la quantità di olio rimasta il prezzemolo (conservarne un po’ per guarnire il piatto di portata) e l’aglio, far rosolare senza esagerare, rimuovere, salare e pepare, contemporaneamente versare le teste dei gamberi, la cernia TESTA con un po’ di polpa che avremo conservato l’altra parte delle cozze, e far rosolare a fiamma vivace appena risulti il tutto ben ammaccato far sfumare il vino rimasto, a cosa avvenuta versare la polpa/ salsa di pomodoro e far cuocere per 20 min. affinchè il tutto si insaporisca e si addensi.</p>
<p>PREPARAZIONE DEL PIATTO:<br />
Prendere la sfoglia e formare dei cilindri o anche dei coni in modo che si possano riempire con l’impasto formato con il pesce e le cicorielle, in un tegame da forno sporcare il fondo con una parte del ragù, sul letto di ragù adagiare i cannoli riempiti uno di fianco all’altro se cilindrici, uno di fronte all’altro se conici, una volta sistemati e bloccati fra loro versare il resto del ragù con tutta la polpa e le cozze.<br />
Preparare il forno per 5 min. ad una temperatura di 200/250 gr° e quindi infornare il nostro tegame portando la temperatura a 180/200 gr° per un tempo di cottura di 20/25 minuti.<br />
A cottura avvenuta preparare il ns. piatto in uno piano con un fondo di sugo preso dal tegame sul quale adageremo i due CANNOLI che guarniremo con due teste di gambero ed un rametto di prezzemolo; se tutto è andato bene buon appetito e buona notte perché adesso ho sonno e vado a dormire che domani alle sei si và a lavorare.</p>
<p><strong>Colonna sonora </strong></p>
<p>The dark side of the moon &#8211; Pink Floyd</p>
<p><strong>Testo narrativo</strong><br />
TRA IL SAPORE AMARO<br />
DISTESO<br />
TRA IL SAPORE AMARO<br />
DELL’ERBA SELVATICA<br />
RISTORO GLI INUTILI AFFANNI E,<br />
NELLA ATTESA,<br />
TI ASPETTO ALL’OMBRA DELLE NUVOLE,<br />
INASPETTATE COMPAGNE<br />
CHE DEL MARE<br />
PORTANO ANCORA<br />
IL PROFUMO<br />
Ringrazio di cuore il MIO AMICO MASSIMO MASTRAPASQUA che ha risposto con sensibilità e solerzia al mio richiamo scrivendo per il mio piatto questi versi che mi hanno riempito il cuore</p>
<p><strong>Presentazione del candidato</strong><br />
Pasticcione, poco deciso ma parecchio volenteroso, nell’imparare e soprattutto nel trasformare le sue fantasie creative, (pazzie per moglie e figlia) in discreti piatti da consumare con amici e non. Avrebbe necessità di tanta scuola e tanta attenzione da grande maestro o maestra(meglio) per poter alla fine, prima di quella dei suoi giorni, confezionare il piatto del secolo dove, pretende che il profumo delicato e nobile del mare, in tutti i suoi frutti, si possa fondere in un unico corpo, con il gusto vero ed aspro della campagna.</p>
<p><strong>Giovanni Grazioso </strong>(Bari)</p>
<p>Semifinalista Fornelli Indecisi 2012</p>
<p><a href="../primarie-del-centrotavola/">VOTA ALLE PRIMARIE DEL CENTROTAVOLA DI FORNELLI INDECISI</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Escalope montagnarde</title>
		<link>http://www.fornellindecisi.it/blog/escalope-montagnarde/</link>
		<comments>http://www.fornellindecisi.it/blog/escalope-montagnarde/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 13:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi piatti con contorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone 4 bistecche di bovino mediamente spesse 4 fette di prosciutto crudo 4 fette spesse di raclette (o di fontina) 15 patate a pasta gialla 8 funghi champignon grossi 500g di mascarpone Fondo bruno (in mancanza, mezzo bicchiere di brodo di carne) Burro Olio d’oliva Sale Mattonelle di sale “dolce” (facoltativo) Modalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone</strong></p>
<ul>
<li> 4 bistecche di bovino mediamente spesse</li>
<li>4 fette di prosciutto crudo</li>
<li> 4 fette spesse di raclette (o di fontina)</li>
<li>15 patate a pasta gialla</li>
<li>8 funghi champignon grossi</li>
<li>500g di mascarpone</li>
<li>Fondo bruno (in mancanza, mezzo bicchiere di brodo di carne)</li>
<li>Burro</li>
<li>Olio d’oliva</li>
<li>Sale</li>
<li>Mattonelle di sale “dolce” (facoltativo)</li>
</ul>
<p><strong>Modalità di preparazione</strong><br />
Crema di funghi: Pulire e affettare gli champignon per la loro altezza, lasciando che le fette siano abbastanza spesse (sosterranno una cottura piuttosto lunga e rischierebbero, rinsecchendosi, di lasciarci l’anima). Aggiungerli in padella al burro leggermente imbrunito e coprire con un coperchio per qualche minuto. Versare un dito di fondo bruno e lasciare asciugare ancora, senza più il coperchio. A questo punto versare in padella anche il mascarpone e scioglierlo. Aggiungere – ma solo se necessario – dell’altro fondo bruno finché il tutto non assuma una consistenza densa e cremosa. Tendenzialmente per la salatura il mascarpone e il fondo o brodo fanno la loro parte. In ogni caso, regolarsi all’assaggio.</p>
<p>Patate fritte: Pelare le patate, sciacquarle e affettarle a rondelle non troppo sottili. Disporle in un largo piatto e seminarle di sale. Dopo qualche minuto eliminare l’acqua “spurgata” e friggerle, avendo cura che non si agglomerino, nell’olio d’oliva – se bomba calorica deve essere, lo sia fino in fondo. Coprirle con della carta assorbente e asciugare quanto più olio possibile.</p>
<p>Bistecche al sale “dolce” o ai ferri: La cottura delle bistecche potrà essere sia ai ferri o su piastra, sia su mattonelle di sale “dolce”. In entrambe i casi la carne non dovrà rimanere troppo sanguigna: a tavola dovrà opporre una resistenza al taglio non troppo diversa da quella delle patate e del prosciutto.<br />
Per la cottura su mattonelle di sale: scaldare il forno (necessariamente ventilato) a 220° e farci riscaldare le mattonelle per mezz’ora. Tirarle quindi fuori dal forno e cuocervi sopra la carne come se fossero piastre. Questa cottura – grazie alla povertà di sodio e alla sensibile minor capacità salante del sale “dolce” – rilascia alla carne la giusta quantità di sale.</p>
<p>Gratin: Sistemare sul fondo di una teglia (o in singoli piatti di ceramica) le patate fritte. Coricarci sopra le bistecche e coprirle ciascuna con una fetta di formaggio e poi una di prosciutto. Quest’ordine è importante per non far evadere il formaggio filante. Coprire infine tutto con la crema di funghi e passare la teglia o i piatti di ceramica sotto il grill per qualche minuto finché il formaggio non si sia sciolto e la crema un po’ seccata.<br />
<strong><br />
Colonna sonora</strong><br />
Beirut &#8211; A Sunday Smile (Live @ Soirée de Poche, Paris 2009) http://www.youtube.com/watch?v=GmH_t8kMj4w</p>
<p><strong>Testo narrativo</strong><br />
Mi è capitato di abitare per un anno a Parigi.<br />
Ad un certo punto è diventato abitudine<br />
la domenica<br />
pranzare insieme<br />
noi quattro amici<br />
compagnoni di balordi notturni.<br />
Era un sorta di forza inerziale a riassemblarci di nuovo<br />
il giorno dopo<br />
dopo tutto il tempo passato insieme la notte appena scorsa<br />
gomito a gomito sui banconi<br />
lerci e vivi<br />
dei bar dell’est operaio.<br />
Ad ogni modo<br />
“pranzare” si diceva per dire.<br />
Era piuttosto un pasto unico<br />
un repas exceptionnel<br />
un disgraziato condannato a pagare<br />
- come i figli le colpe dei padri -<br />
il nostro implacabile decalage.<br />
E che pertanto non cominciava prima delle tre di pomeriggio.</p>
<p>Funzionava più o meno così.<br />
Se ci svegliavamo dopo le due di pomeriggio<br />
allora dai quattro diversi angoli di Parigi in cui abitavamo<br />
non ci restava che convergere tutti nel Marais, il quartiere ebraico.<br />
Precisamente Chez Marianne.<br />
E il repas exceptionnel prendeva forma in uno strudel<br />
alle noci, alle mandorle, ai pistacchi.<br />
La sola cosa, insomma, che potesse aggraziare il bizzoso stomaco delle cinque di pomeriggio.<br />
(Per la verità, talvolta qualche temerario osava il felafel con le melanzane fritte).</p>
<p>Se invece, al risveglio, il corpo<br />
rivendicava un’orgogliosa tonicità da superstite<br />
e ardito riusciva a mettersi in piedi prima delle due<br />
allora, ahilui, lo aspettava la tortura del Basco.<br />
Il Basco (o, secondo l’insegna, “Chez Gladines”) sta<br />
sulla Butte aux Cailles &#8211; una delle ultime riserve naturali<br />
di vita di quartiere parigina ancora non plastificate su modello Montmartre -<br />
e lì ce lo ha messo sicuramente un dio<br />
protettore dei bevitori, dei disgraziati adepti misterici<br />
che ogni sabato notte<br />
perpetuano il dionisiaco rito della “rue des bières”<br />
una via crucis di bar che parte grossomodo da Bastille<br />
e arranca fino a Menilmontant<br />
per consumarsi apollineamente trai fumi della casa di un poeta<br />
canadese omossesuale<br />
che mangia con le originali posate d’argento del Re Sole<br />
trovate in qualche brocante.<br />
Sì, una ricompensa di quel dio<br />
per i suoi fedeli che il giorno dopo<br />
non hanno la forza per prepararsi un pranzo<br />
che sia degno della domenica.<br />
Il Basco è un’osteria coi tavolacci<br />
dalle tovaglie a scacchi rosse e bianche come solo nei film<br />
e su questi tavolacci, che sono pochi<br />
ci si arrangia a spartirseli anche con gli sconosciuti<br />
e forse è la cosa più divertente<br />
perché, quel tavolaccio, diventa promotore sociale meglio di Facebook.<br />
Dal Basco c’è sempre confusione<br />
e si deve aspettare il proprio turno.<br />
Perciò ora che abbiamo lasciato il nostro nome al cameriere<br />
ce ne andiamo intanto a prendere un caffè al bar di Zidane<br />
mentre fuori André<br />
il barista con la coda di cavallo e gli occhialini tondi<br />
- che pure ieri al Bastide ci ha versato diverse pinte<br />
e ora non ci riconosce -<br />
infesta le foto delle sue amiche<br />
scoprendo all’improvviso le chiappe pelose.<br />
Dal Basco &#8211; è giunto il momento di dirlo -<br />
si mangia proprio pesante<br />
che anche l’insalata è una scusa per metterci dentro salumi, formaggi, uova e patate fritte.<br />
Dal Basco, le patate fritte a rondelle fanno da letto<br />
a tutte le anatre, i polli, i vitelli e i maiali ai ferri.<br />
Dal Basco si va soprattutto per una leggenda<br />
l’escalope montagnarde<br />
una bistecca ai ferri<br />
coricata su un letto di patate fritte a rondelle<br />
coperta da una fetta di formaggio<br />
e una di prosciutto crudo<br />
affogata in una crema di champignon<br />
ammazzata e risorta in forno<br />
che la secca e al tempo stesso la rimette al mondo<br />
le ridà vita nuova<br />
filante e bronzea.<br />
Si va dal Basco per superare la pantagruelica prova dell’escalope<br />
che pochi e incoscienti eroi<br />
- premiati poi da un resto di giornata con l’incudine addosso -<br />
riescono ad accogliere in corpo fino alla fine.</p>
<p>Confesso di non avere la ricetta originale dell’escalope montagnarde<br />
che Gladine – così la chiamiamo noi madame l’oste – non la molla.<br />
Però se le corri dietro sciorinandole addosso potenziali ingredienti<br />
per gentilezza o per esasperazione<br />
lei ti riconosce un ouais, c’est ça quando ne hai indovinato uno.<br />
Pertanto, la ricetta presentata è una mia interpretazione<br />
che ha una sorella più economica e più porca<br />
sotto forma di racconto, qui: http://danilomusci.com/downloads/escalopes-montagnardes.pdf<br />
Del resto<br />
la Cucina<br />
essendo l’epica permanente<br />
l’ultima narrazione popolare<br />
di cui tutti possiamo essere co-autori<br />
concede a chiunque di tramandare di soppiatto<br />
e malandrinamente di proposito &#8211; quasi con narcisismo autoriale -<br />
la sua personale variante<br />
per entrare così, silenziosamente e anonimi, ma tant’è, nella Storia.<br />
<strong><br />
Presentazione del candidato</strong><br />
Sono un ventunenne universitario. Dovrei essere quindi della tipologia “studenti pasticcioni” &#8211; quelli della pasta col tonno tutti i giorni, ma per la verità la cucina è diventato col tempo l’unico luogo in cui perdo la scoordinazione.<br />
A furia di stare vicino ai fornelli sin da piccolo ho acquisito, almeno in cucina, la legge più importante di tutte: il ritmo.<br />
In cucina il ritmo si traduce in quel Graal che è la proprietà del QB (nella doppia funzione di QUANTO Basta, e QUANDO Basta).<br />
Chi ha ritmo sa anche senza timer quando è il momento di togliere la stagnola dalla pasta al forno, per farle fare la crosta. Chi ha ritmo riesce a impastare senza dosi la fecazz’, le pettole, o un sufflè. Chi ha ritmo, insomma, non ha bilance in casa – soprattutto quelle per pesare se stesso.</p>
<p><strong>Pierpaolo Filomeno</strong> (Francavilla Fontana, Br &#8211; Perugia)</p>
<p>Semifinalista Fornelli Indecisi 2012</p>
<p><a href="../primarie-del-centrotavola/">VOTA ALLE PRIMARIE DEL CENTROTAVOLA DI FORNELLI INDECISI</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Croccantini della nonna bianchina</title>
		<link>http://www.fornellindecisi.it/blog/croccantini-della-nonna-bianchina/</link>
		<comments>http://www.fornellindecisi.it/blog/croccantini-della-nonna-bianchina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 17:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierpaolo Lala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dolci e frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone ½ kg Arachidi sbucciate½ kg Farina ½ kg Zucchero 2 Uova 3 cucchiai Olio 1 cucchiaio abbondante Cacao amaro in polvere 1 bustina Pane degli angeli 1/3 bustina Chiodi di garofano Latte q.b. Modalità di preparazione Tostare le arachidi a forno caldo per circa mezz’ora. Unire a fontana la farina, lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone<br />
</strong></p>
<ul>
<li>½ kg Arachidi sbucciate½ kg Farina</li>
<li>½ kg Zucchero</li>
<li>2 Uova</li>
<li>3 cucchiai Olio</li>
<li>1 cucchiaio abbondante Cacao amaro in polvere</li>
<li>1 bustina Pane degli angeli</li>
<li>1/3 bustina Chiodi di garofano</li>
<li>Latte q.b.</li>
</ul>
<p><strong>Modalità di preparazione<br />
</strong>Tostare le arachidi a forno caldo per circa mezz’ora. Unire a fontana la farina, lo zucchero, il cacao in polvere, i chiodi di garofano e il Pane degli Angeli. Unire le uova e l’olio. Aggiungere poi il latte fino ad ottenere un impasto denso e omogeneo. Impastare con le mani e con l’aiuto di una forchetta. Aggiungere al composto le arachidi tostate e mescolare con cura. Con l’aiuto della farina, formare una serie di strisce non troppo schiacciate larghe circa 2 cm l’una. Adagiare le strisce una accanto all’altra su una teglia rivestita di carta-forno e infornare in forno caldo a 180° per circa mezz’ora. Sfornare e lasciare raffreddare. Poi tagliare le strisce di impasto in maniera trasversale alla teglia in modo da ottenere tanti piccoli parallelepipedi allungati. A questo punto infornare nuovamente per 20 minuti circa per ottenere la biscottatura.</p>
<p><strong>Colonna sonora<br />
</strong>Fred Buscaglione – “Whisky Facile”<br />
<strong><br />
Testo narrativo</strong><br />
I motivi che mi hanno portato a presentare questa ricetta sono almeno tre.<br />
1) Per una persona come me a cui piacciono le grandi tavolate familiari, quelle dei pranzi infiniti della domenica o degli altri giorni di festa, quelle per cui ci si mette seduti all’1:00 e ci si alza alle 5:30, questo dolcetto è la scusa per continuare a chiacchierare e sgranocchiare all’infinito, magari sorseggiando un madrigale, un vin santo, un passito o un amaro dolce.<br />
2) Non è il classico “dolce”, tipo torta, semifreddo, crostata o mousse. E’ un dolcetto, che fa più chic in un concorso di cucina, pur restando dozzinale, semplice e genuino.<br />
3) E’ una ricetta a cui sono molto affezionata e che mi ricorda quando ero bambina. Sapete le ricette cosiddette “cicliche”?!? Un classico! Sono quelle ricette che si fanno per anni di continuo in una famiglia, in ogni occasione e per ogni ricorrenza, fino all’assuefazione. Poi, improvvisamente, spariscono dal repertorio culinario della padrona di casa e non si fanno più perché subentra un’altra ricetta e si comincia a fare sempre quella. Ecco, mia nonna per anni ha fatto continuamente questi croccantini, erano la sua specialità, ecco perché nella mia famiglia li chiamiamo “i croccantini della nonna Bianchina”. Ed ecco perché mi ricordano la sua cucina profumata di cacao e chiodi di garofano. Intendiamoci, mia nonna è viva e porta con dignità e lucidità i segni dei suoi 92 anni. L’anno scorso è stata la prima ad accomodarsi ad uno dei tavoli della Masseria Ospitale!!!<br />
Quest’anno sarà un po’ più difficile portarla con noi al pranzo finale, ma intanto, con questa ricetta, si sente di prendere parte al concorso come l’anno scorso, e anche di più!</p>
<p><strong>Presentazione del candidato</strong><br />
Non è che sia cambiata molto in un anno&#8230;tra mangiare e cucinare, meglio mangiare per me, non c’è dubbio!!! Non che non mi piaccia cucinare, per carità, ma mi ci metto di rado, anche perché quando comincio a trafficare in cucina, sento sempre aleggiare intorno a me un alone di diffidenza, da parte di partenti e amici…un che di sfiducia, con punte di fastidioso sarcasmo!<br />
Di nuovo, rispetto allo scorso anno, c’è che mi hanno regalato il Bimby… sarà un invito a darmi da fare, se mi voglio tenere l’uomo?!? O, in questo modo, è ufficialmente decretata la morte del mio estro culinario anche prima che nasca e venga apprezzato?!? Non lo so!<br />
So solo che questo concorso (con la mitica ricetta di mia nonna) è la mia occasione di rivalsa… una croccante, dolce, gustosa e romantica rivalsa!</p>
<p><strong>Virginia Panzera</strong> (Cavallino, Le)</p>
<p>Semifinalista Fornelli Indecisi 2012</p>
<p><a href="../primarie-del-centrotavola/">VOTA ALLE PRIMARIE DEL CENTROTAVOLA DI FORNELLI INDECISI</a></p>
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